THC e CBD come antivirali nel trattamento del Covid.

Questo articolo è tratto da Cannabis Terapeutica del 28/12/2020.

I nostri risultati suggeriscono che CBD e THC sono possibili farmaci contro il coronavirus umano che potrebbero essere utilizzati in combinazione o con altri farmaci per il trattamento del SARS-CoV-2 nei pazienti”.

I ricercatori coreani provenienti da vari istituti l’hanno messo nero su bianco in un nuovo studio scientifico pubblicato sull’International Journal of  Biologicacl Macro molecules

Se l’obiettivo principale della ricerca è stato quello di stimare l’attività antivirale di diversi cannabinoidi contro il coronavirus, dopo test in silico e in vitro i ricercatori hanno osservato che THC e CBD sono molecole antivirali più potenti contro il SARS-CoV-2 dei farmaci di riferimento lopinavir, clorochina, e remdesivir.

Dei cinque cannabinoidi analizzati (THC, CBD, THCA, CBDA e CBN), il THC e CBD hanno mostrato una potente attività antivirale contro il virus.  Tanto da far scrivere ai ricercatori che questo studio dimostra le potenzialità antivirali di CBD e THC contro il SARS-CoV-2 arrivando a dire che: “Si può concludere che questi composti sono molecole antivirali potenziali verso il SARS-CoV-2″. Il meccanismo di efficacia è duplice: da una parte “bloccano la procedura di traduzione virale inibendo il SARS-CoV-2 Mpro” e dall’altra, come già evidenziato da diversi studi, riducono anche i livelli di citochine pro-infiammatorie nelle cellule polmonari agendo come agonisti del recettore CB-2. Nelle conclusioni gli studiosi spiegano che lo studio stabilisce il quadro per la loro applicazione in studi clinici umani per il trattamento delle infezioni da coronavirus umano. Così, CBD e THC possono essere utilizzati in combinazione o con altri farmaci per il trattamento dei pazienti affetti da COVID-19.

E questo studio conferma la doppia azione delle molecole della cannabis cha da una parte bloccano l’ingresso del virus nel corpo umano e dall’altra riducono la reazione infiammatoria dovuta al virus, facendo diminuire le tempeste di citochine e potenzialmente evitando la sindrome da distress respiratorio acuto. Ora, vista la mancanza di farmaci per trattare il virus, servirebbero studi su pazienti che vengano autorizzati in tempi brevi come successo per i vaccini o per altri farmaci.

Mario Catania